Sandro
Asinari

PerchŔ comprare
uno strumento nuovo
e non uno "antico" ?

Maestro
Liutaio


"In merito al problema relativo alla “superioritÓ”degli strumenti antichi, vorrei soffermarmi brevemente su alcuni fatti incontrovertibili: quasi tutti gli strumenti dell’epoca “classica” hanno subito modificazioni (lunghezza del manico, sua inclinazione, incastro nella cassa armonica ) per poter eseguire la musica moderna; e la stragrande maggioranza degli strumenti antichi ha subito restauri di pi¨ o meno rilevante portata ed in particolare un ridimensionamento degli spessori sia della tavola che del fondo che ha determinato cambiamenti di notevole evidenza tali da snaturare in alcuni casi queste opere e che molto spesso incide in maniera fondamentale nella loro resa acustica; grandissimi interessi ruotano attorno al mercato degli strumenti ad arco antichi; si giunge al punto di attribuire opere di autori minori ad altri artefici di maggior fama sino ad arrivare a veri e propri falsi e a perizie fasulle.
Gli esperti riconosciuti sono in numero estremamente esiguo; ci si rifiuta spesso di eseguire analisi scientifiche (prove sulla vernice, sul legno, dendrocronologiche) che attestino in maniera inconfutabile l’appartenenza di uno strumento ad un periodo ben specifico e a una precisa scuola; la tecnica costruttiva Ŕ rimasta sostanzialmente la stessa (forma interna per la liuteria italiana “classica” , forma esterna “alla francese” ecc.) e gli stessi o molto simili sono anche gli attrezzi del liutaio, almeno i pi¨ importanti e determinanti per la sua opera.
Nessuno, infine, Ŕ realmente in grado di riconoscere in un concerto o in una sala da audizione se un buon esecutore sta suonando con un violino dell’epoca classica o con un buon strumento moderno.
Ci˛ premesso sono realmente convinto che esistono splendidi strumenti antichi che hanno un suono meraviglioso e un timbro superbo, ma altri strumenti, magari dello stesso periodo e della stessa scuola, che per varie ragioni denotano un suono cupo, velato, sotto tono.
Allo stesso modo gli strumenti moderni. Accanto a opere di grande interesse e validitÓ ve ne sono molte altre scarsamente importanti e con scarsa resa acustica .Prove ed analisi eseguite nel laboratorio di fisica acustica presso la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona comprovano quanto da me sostenuto.
Semmai c’Ŕ da porsi il problema se uno splendido strumento moderno sia dal punto di vista estetico, sia dal punto di vista acustico, possa suonare nello stesso modo tra centinaia di anni.
Ma questo Ŕ un problema che, al di lÓ delle mie convinzioni, (secondo il mio parere tra due, tre secoli strumenti moderni suoneranno meglio di strumenti “classici” ormai “finiti”) non pu˛ avere risposte reali.
Vi Ŕ solo da aggiungere l’importanza della presenza di un bravo liutaio per il miglioramento acustico di uno strumento, antico o moderno che sia, per la sua corretta montatura, la posizione dell’anima, l’inclinazione del ponticello, la corretta posizione della tastiera e la sua inclinazione e molti altri particolari spesso essenziali.
Da studioso di storia della liuteria sarebbe inconcepibile negare il valore della liuteria classica e delle varie scuole italiane in particolare.
Non Ŕ certo questo il problema; il loro valore e la loro importanza sono fuori discussione, non il “valore” economico di molte opere che ha raggiunto oggi quotazioni troppo elevate anche per strumenti di non rilevante importanza storica, esecutiva ed acustica e per le speculazioni e gli imbrogli che sono oggi spesso praticati".

Prof. Gualtiero Nicolini ( Ex docente presso la Scuola Internazionale di Liuteria di Cremona e Presidente ANLAI)

Io suono per la maggior parte di volte con uno dei miei due violini moderni.
Henryk Szeryng

L'esaltazione dei violini antichi e il disprezzo tranciante nei confronti dei violini moderni Ŕ un fenomeno che appartiene all'ambito della superstizione e della mistica
J.G.Pleiffer

Tratti da "Il violino antico. Un intoccabile feticcio?" di Giorgio Finale Montalbano Ed. Studio Stradivari.



Indietro Pagina precedente